GIUSEPPE ANTONELLO LEONE

Nato a Pratola Serra (Av) il 6/7/1917, nel 1940 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove, ha come maestri  P. Gaudenti, M. Maccari, E. Notte, A. Monteleone.

Nel 1940 espone alla XXII Biennale di Venezia (segnalato terzo) con un affresco, “Le nuove Città” ( detto  affresco , la BIENNALE di Venezia l’espone  nello stesso anno, a Zurigo “ Mostra dei pittori e scultori italiani “).

Nel 1940 vince la borsa di studio “Domenico Morelli” all’ Accademia di Belle Arti di Napoli.

Negli anni ’50, superata la guerra, partecipa a quell’ampio movimento culturale di riscatto del sud che si sviluppa nella terra di Lucania assieme a figure come Rocco Scotellaro, Manlio Rossi Doria, Carlo Levi, Maria  Brandon Albini, Emilio Sereni, prendendo  parte alla stagione del neorealismo italiano e partecipando  a numerose esposizioni nazionali.

Nel 1961 realizza l’allestimento  del Padiglione IRI Italia ’61 a Torino per incarico del Ministero del Lavoro, espone in quell’occasione , tra l’altro “la Dea Trifase”, scultura collocata poi  nel Centro IRI “ANGIFAP” Napoli.

Nel 2002  la “Dea Trifase” sarà  sistemata in una piazza a San Giorgio a Cremano-Na-

Tra il 1966 e il 1979 è direttore degli Istituti d’Arte di Potenza, di Cascano di Sessa Aurunca,di San Leucio di Caserta e dell’Istituto statale d’Arte “Boccioni” di Napoli

Partecipa a numerose mostre nazionali ed internazionali e sue opere sono esposte in musei, chiese ed edifici pubblici.

Tra le sue opere realizzate in chiese ed edifici pubblici: le formelle in  bronzo della Via Crucis nella Chiesa di S. Pietro in Camerellis di Salerno, il ciclo dei mosaici della Chiesa del Seminario di Sessa Aurunca, il mosaico della Chiesa di S.Antonio di Corleto Perticara, l’affresco nella Chiesa Madre di Spinoso, le vetrate della Cattedrale di Benevento, tre dipinti nella Chiesa di Sant’Anna  a Potenza, l’affresco nella Rocca dei Rettori a Benevento, pannelli in bronzo per la porta centrale del Duomo di Messina.

La sua espressione artistica si è evoluta tra i due estremi del racconto figurativo, trasfigurato da un personale surrealismo tragico e l’amore dei recuperi, attraversati da una potente ironia verso il  consumismo postindustriale. Il tutto è sempre governato da una  forte capacità di trasfigurazione delle forme e da una incomparabile maestria tecnica.

Hanno scritto sulla sua attività di artista, critici d’arte noti in campo nazionale.

Giuseppe Antonello Leone ha in allestimento una mostra di scultura “Pietre dinamiche”

Ha realizzato medaglie coniate dalla zecca di Stato.